Tacito rinnovo assicurazione: La polizza auto si rinnova ancora automaticamente?

La polizza RC Auto è una copertura assicurativa obbligatoria per i danni che, eventualmente, siano causati a terzi durante la guida del veicolo.

La sua durata è annuale e, dal 1° gennaio 2013, sono intervenuti alcuni importanti cambiamenti in tema di rinnovo della stessa.

Fino al 31 dicembre scorso, la polizza poteva prevedere una clausola di tacito rinnovo assicurazione: quando la polizza scadeva, se l’assicurato non aveva presentato formale disdetta, la polizza si prorogava automaticamente di un altro anno, per effetto della clausola del tacito rinnovo.

Dal 1° gennaio 2013, le cose sono cambiate.
Con l’articolo 170 bis del codice delle assicurazioni (come introdotto dal decreto legge 179/2012) è stata abolita la clausola del tacito rinnovo per cui tutte le polizze di RC Auto hanno durata limitata all’anno e, spirato il termine, la polizza non si rinnova automaticamente (come, appunto, capitava in precedenza). Se l’assicurato è rimasto soddisfatto della polizza appena scaduta e vuole rinnovarla, egli deve espressamente comunicarlo alla compagnia.

L’abolizione del tacito rinnovo assicurazione è una delle strategie adottate dal legislatore per favorire la mobilità del consumatore da un’impresa a un’altra. In questo modo, le compagnie devono proporre prodotti sempre più concorrenziali e dal rapporto qualità/prezzo sempre migliore.

Con queste novità legislative, l’iter burocratico di disdetta viene meno. Si trattava di una procedura che, di certo,  disincentivava il passaggio fra compagnie.

Prima, infatti, se l’assicurato aveva intenzione di cambiare compagnia (e le condizioni contrattuali includevano la clausola del tacito rinnovo), egli doveva inviare a questa formale lettera di disdetta – tramite raccomandata con ricevuta di ritorno – almeno 15 giorni prima della scadenza.
L’unica eccezione era rappresentata dal caso in cui il premio dell’anno successivo avesse subito un incremento superiore al tasso d’inflazione programmato, stabilito ogni anno dal Governo nel Documento di Programmazione Economica Finanziaria. In questa ipotesi, il recesso dal contratto era possibile fino al giorno stesso della scadenza, sempre inviando la raccomandata con ricevuta di ritorno alla compagnia.