E’ vero che le donne pagano un premio assicurativo minore rispetto agli uomini?

Le donne pagano un premio assicurativo minore rispetto agli uomini. Questo dato di fatto, probabilmente, urterà la suscettibilità del cosiddetto sesso forte, ma è praticamente indiscutibile e smonta la teoria, probabilmente varata da uomini, in base alla quale le donne al volante rappresentano un pericolo. Non si sa se effettivamente esse rappresentino un rischio quando si mettono alla guida di un veicolo, ma che esse siano più pericolose degli uomini è un luogo comune smentito più volte.
Basterebbe dare uno sguardo ad una indagine condotta alcun anni fa da Direct Line (http://www.directline.it/iw-runtime/it_IT/pages/chi-siamo/sala-stampa/comunicati-stampa-detail.page?comunicato=donnealvolante.xml&anno=2008), in base al quale solo il 30% degli incidenti è causato da donne, per capire come ormai sia tempo di sfatare una leggenda metropolitana. Analisi del resto confermata autorevolmente da uno studio molto accurato condotto da ricercatori della Università di Bochum. Lo studio tedesco, in effetti dimostra una realtà che è esattamente agli antipodi di quella disegnata dal senso comune: le donne pagano meno, in quanto semplicemente provocano meno incidenti.

In base a quanto emerge da questa analisi, si capisce con grande chiarezza che il gap nelle tariffe è dovuto non tanto alla bravura nella conduzione del mezzo, fattore che non viene considerato, quanto al fatto che gli uomini, in media, si sottopongono a molti più chilometri di guida. Aumentando le distanze percorse, aumentano in maniera esponenziale anche i rischi di provocare o essere vittime di incidenti. A questo fattore, di grande importanza, se ne aggiunge un secondo, ben noto: le donne alla guida, hanno un comportamento meno spavaldo e più prudente. Anche questo comportamento tipicamente femminile, ha una ricaduta non da poco sulle politiche cui si attengono le compagnie assicuratrici: gli incidenti causati dalle donne sono spesso di piccola entità e comportano esborsi meno onerosi per le stesse.

donna al volante

La prudenza nella guida, è stata del resto dimostrata proprio dallo studio dell’Università di Bochum, con l’effettuazione di un test di parcheggio in uno spazio relativamente piccolo, che ha contrapposto 33 guidatori di ogni sesso, il quale ha visto le donne impiegare in media venti secondi in più per completare la manovra. E’ il caso di dire che la prudenza alla guida paga, soprattutto in termini di copertura assicurativa.

Tanto che molte compagnie, hanno studiato soluzioni rivolte alle donne, come ad esempio Quixa, che estende la sua RC auto ai figli minori, qualora essi avviino in maniera accidentale la vettura, coprendo i danni causati a terzi. Anche Genertel Donna, offre una serie di vantaggi, come la messa a disposizione di un tecnico in caso di guasto, tramite una semplice telefonata, o il rimborso delle spese per taxi nel caso che la macchina sia costretta ad una sosta dal meccanico.