Che cosa è una franchigia?

Con il termine “franchigia” si intende nel linguaggio assicurativo l’importo minimo, indicato nel contratto in apposita sezione, che rimane a carico dell’assicurato in caso di risarcimento danni, quando si è in presenza di uno scoperto si parla anche di “scoperto minimo”; i danni quindi che sono di importo inferiore alla franchigia o allo scoperto minimo saranno a totale carico di colui a favore del quale opera l’assicurazione.

Per quanto riguarda in particolare i danni derivanti dalla circolazione stradale, l’assicurato che stipula una polizza in regime di Bonus/Malus, pagando la parte di risarcimento a suo carico, non farà evolvere in Malus la classe di merito. In ogni caso, indipendentemente dalla presenza di una franchigia o di uno scoperto minimo nel contratto, l’assicurato può sempre decidere di liquidare gli importi pagati dalla compagnia a titolo di risarcimento danni, in parte o integralmente al fine di evitare l’evoluzione in Malus della classe di merito.


Le compagnie assicurative utilizzano la franchigia o lo scoperto minimo anche nei contratti per il risarcimento dei danni non R.C. auto, ad esempio nella garanzia “incendio e furto” è spesso presente una franchigia così come in quella denominata “danneggiamento del veicolo per atti vandalici, eventi atmosferici”.
E’ importante ricordare che nel contratto assicurativo deve essere specificato che l’Impresa paga i danni all’assicurato con deduzione di eventuali scoperti e franchigie presenti.
La franchigia è normalmente presente nelle polizze riservate all’abitazione e alla vita familiare; se, ad esempio, l’assicurato ha stipulato una polizza per capofamiglia nella quale è presente una franchigia di 250 euro sui danni causati a terzi, nel caso in cui provochi dei danni per 500 euro, la compagnia liquiderà l’importo totale al danneggiato e addebiterà all’assicurato la parte che rimane a suo carico.